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Legenda Normative vigenti per la sicurezza DPI

EN 469:2005

Questo standard fa riferimento ai dispositivi di protezione individuale e di sicurezza per le attività antincendio indossati in ambito professionale per proteggere contro il calore e le fiamme.

I requisiti relativi alle prestazioni dell'abbigliamento conforme a questo standard comprendono:

    Propagazione della fiamma (testata secondo la norma ISO 15025)
    Calore convettivo (testato secondo la norma EN 367)
    Calore radiante (testato secondo la norma ISO 6942)
    Resistenza al calore (testata secondo la norma ISO 17493:2000)
    Idrorepellenza, stabilità dimensionale, resistenza agli agenti chimici

I requisiti fotometrici per i materiali retroriflettenti sono delineati nella norma EN 471 Tabella 5 (Livello 2, prestazioni dei singoli materiali, tabella 330) o Tabella 7 (prestazioni di materiali combinati, tabella 65). La quantità minima di singolo materiale retroriflettente è pari a 0,13 m2, mentre la quantità minima di materiale fluorescente o combinato è pari a 0,20 m2. I materiali retroriflettenti devono anche superare il test di propagazione della fiamma e il test di resistenza al calore. I prodotti devono presentare un valore minimo di retro-riflettenza in seguito all'ultimo test.

EN 471, attualmente revisionata come EN ISO 20471

La norma EN ISO 20471 è una versione revisionata del precedente standard EN 471 in materia di dispositivi di protezione individuale e di sicurezza ad alta visibilità. Secondo la Direttiva 89/686/CEE, è richiesto per legge tutelare le persone che svolgono la propria attività lavorativa quotidiana in prossimità delle strade o sulle strade stesse. Le norme vengono stabilite identificando i rischi cui sono sottoposti i lavoratori. La normativa stabilisce i requisiti minimi per gli indumenti ad alta visibilità, in grado di segnalare visivamente la presenza dell'operatore, e specifica i metodi di test e i requisiti dei dispositivi di protezione individuale e di sicurezza indossati in situazioni ad alto rischio.  

Che cosa significa?

L'ultima revisione della norma è la versione EN ISO 20471:20; questo è lo standard di riferimento da rispettare. Le norme EN471 vengono aggiornate ogni 5 anni, se ritenuto necessario. La prima versione della norma EN 471 è stata pubblicata nel 1994. In seguito, il Comitato Tecnico Europeo, su istanza di enti collaudatori e membri del comitato stesso, ha avviato un processo di revisione finalizzato all'introduzione di alcuni emendamenti, riguardanti soprattutto la libertà di progettazione. Il processo di revisione è stato completato e implementato nell'aprile 2004. L'attuale norma EN471 in vigore, contenente i nuovi emendamenti, è la EN ISO471:2013.

Quali sono le specifiche stabilite dalla norma?

I requisiti specificano le prestazioni richieste in termini di colore e retro-riflessione, nonché le aree minime e il collocamento dei materiali sugli indumenti di protezione.

Sono definite tre classi di capi di abbigliamento, basate su tre diverse aree minime di materiale retroriflettente, fluorescente e/o combinato. Ciascuna di tali classi garantisce un livello di cospicuità diverso; la classe 3 è quella che garantisce il livello di cospicuità più elevato sulla maggior parte degli sfondi riscontrati in situazioni urbane e rurali, di giorno e di notte. Gli utenti devono selezionare la classe richiesta basandosi sull'analisi di rischio della sede/situazione in cui è richiesta la protezione garantita dagli indumenti secondo questa norma internazionale.


Classe 2: livello intermedio di protezione
(Gilet, tuniche aperte sui fianchi (tabard), pettorine senza maniche e pantaloni con bretelle)
0,5m2 materiale fluorescente / 0,13m2 materiale retroriflettente

Classe 3: livello massimo di protezione
(Giacche lunghe e giubbotti con maniche, tute, completi giacca/pantaloni)
0,8m2 materiale fluorescente / 0,2m2 materiale retroriflettente

La norma comprende anche determinati requisiti per le prove d'uso.

I materiali retroriflettenti devono mantenere la loro luminosità dopo:

    Esposizione alla pioggia
    Variazioni di temperatura
    Abrasione
    Piegatura alle basse temperature
    Flessione
    Lavaggio
    Lavaggio a secco (se del caso)

Materiali fluorescenti:

    Esposizione ai raggi UV
    Variazioni dimensionali
    Resistenza al vapore acqueo
    Solidità del colore
    Proprietà meccaniche

EN 13356:2001

Questa norma specifica i requisiti prestazionali ottici e i requisiti di superficie minima di accessori di visualizzazione per uso non professionale, progettati per segnalare visivamente la presenza dell’utilizzatore quando vengono illuminati dai fari dei veicoli su strade buie. Gli accessori possono essere indossati, attaccati o trasportati da persone. Questa norma non si applica all’abbigliamento.

La norma identifica 3 tipi di accessori:

Tipo 1: Volanti, per esempio ganci o etichette pendenti riflettenti.
Tipo 2: Amovibili, per esempio bracciali autoavvolgenti (slap wrap) e bracciali con velcro.
Tipo 3: Montati, per esempio adesivi.

Gli standard prestazionali ottici vengono soddisfatti dai fabbricanti in alcuni tipi di pellicola riflettente. Reflexite® 2032, per esempio, è una pellicola riflettente che è stata certificata conforme ai criteri prestazionali ottici.

La norma prevede che la superficie minima degli accessori di Tipo 1 sia compresa tra i 15 cm2 e i 50 cm2. Se un accessorio di Tipo 1 è riflettente su ambo i lati, lo spessore dovrà essere al massimo di 10mm.
Gli accessori di Tipo 2 e 3 dovranno avere una superficie superiore ai 15 cm2.

EN 1150:1999

È la normativa di riferimento degli indumenti ad uso non professionale, jogging, ciclismo, o altre attività che comportino un’interazione con il traffico, nonché per qualunque sportivo che necessiti di alta visibilità in attività quali ciclismo, corsa su strada, guida, ecc.

Mentre la normativa EN ISO 20471 stabilisce i requisiti che devono avere gli indumenti di segnalazione ad alta visibilità per uso professionale in ambiente lavorativo, la EN 1150 fornisce le caratteristiche di quelli destinati a un uso non professionale, insieme ai criteri relativi alla superficie minima e al posizionamento del materiale riflettente al fine di ottenere un aumento della visibilità. I capi di abbigliamento conformi a tali norme sono in grado di segnalare visivamente la presenza dell’utilizzatore in qualunque condizione di luce diurna e alla luce dei fari dei veicoli nell’oscurità.

Il materiale riflettente per uso non professionale conforme alla normativa EN 1150 è considerato appropriato per attività quali sessioni di educazione stradale per bambini, ciclisti e pedoni, piedibus, ecc.

Ogni indumento deve essere composto da un materiale di fondo, (luminoso) e da materiali retroriflettenti, (bande e bretelle riflettenti). Il materiale di fondo garantisce la visibilità nelle ore di luce, mentre il materiale retroriflettente rende l’indumento visibile anche di notte.

Per soddisfare i requisiti previsti dalla normativa EN 1150 possono essere sufficienti le superfici minime di fondo e del materiale retroriflettente di un singolo capo di abbigliamento, oppure, in base all’altezza dell’utilizzatore, può essere necessaria un’area prestazionale combinata, risultante da più indumenti.

ISO 11612:2008

Questo standard descrive i requisiti minimi per i capi di abbigliamento di protezione individuale e di sicurezza indossati dai lavoratori industriali esposti al calore. Ciò significa brevi contatti con la fiamma e con almeno uno dei seguenti tipi di calore: convettivo, radiante, grandi spruzzi di metallo fuso o una combinazione di questi.

Nell'ambito dei numerosi pericoli elencati in questo Standard Internazionale, vi sono tre livelli di prestazioni:

    Livello 1 per indicare l'esposizione ad un rischio percepito come basso
    Livello 2 per indicare l'esposizione ad un rischio percepito come medio
    Livello 3 per indicare l'esposizione ad un rischio percepito come elevato

I materiali retro-riflettenti, le etichette o i badge applicati alla superficie esterna del capo di abbigliamento devono essere testati unitamente allo strato esterno applicando la fiamma alla superficie esterna degli articoli. Devono avere lo stesso grado di infiammabilità dello strato esterno del capo di abbigliamento

Termini ricorrenti utilizzati nelle normative di riferimento o in relazione alle stesse

Ambiente luminoso circostante – Con questa espressione si intende il tipo di luce che circonda un oggetto riflettente, per esempio un segnale, dalla quale dipende il grado di luminosità con cui l’oggetto viene percepito dall’osservatore.

Luminosità – Per determinare la potenza di un veicolo, si utilizzano comunemente i cavalli vapore al freno: più alto è il numero di cavalli del motore, più elevata sarà la potenza del veicolo. La luminosità viene calcolata esattamente nello stesso modo, solo che in questo caso l’unità di misura è candele/lux/m2: maggiore è il numero di candele, maggiore sarà la luminosità del materiale riflettente e, di conseguenza, la vostra visibilità. I veicoli che viaggiano verso di voi vi noteranno con largo anticipo e avranno tutto il tempo per evitarvi, aumentando quindi il vostro livello di sicurezza! Generalmente, la tecnologia microprismatica permette di ottenere una luminosità di ritorno due volte superiore alle microsfere; pertanto, con indosso un abbigliamento ad alta visibilità su cui sono stati applicati dei nastri microprismatici, caratterizzati da un potere riflettente aumentato, potrete essere visti da ancora più lontano.

Candela (cd) – Spesso considerata, per approssimazione, la luminosità di una fiamma di candela, equivale esattamente a un’unità di intensità luminosa. Candelaggio: intensità luminosa espressa in candele, ossia le candele o la resa luminosa totali.

Identificazione – È la caratteristica di ciò che è immediatamente visibile o palese. Il termine ha attinenza con le norme sulla sicurezza stradale perché più sono riflettenti i nastri o i materiali applicati su abbigliamento, dispositivi per il controllo del traffico e veicoli, più questi ultimi saranno appunto identificabili. Questo significa che gli automobilisti avranno maggiori probabilità di accorgersi della presenza di un ostacolo sulla strada, potendo di conseguenza reagire in modo più rapido e sicuro.

Angolo di entrata – È l’angolo compreso tra il punto della superficie colpito da un fascio di luce e la linea perpendicolare alla superficie che passa in quello stesso punto. L’angolo di entrata viene spesso citato in merito, per esempio, all’angolarità dei materiali riflettenti applicati a uno sfondo.

Fluorescenza – È la luce emessa da una sostanza esposta a una radiazione elettromagnetica, per esempio una luce visibile. Finché la luce, o la radiazione elettromagnetica, continua a bombardare la sostanza, gli elettroni contenuti nel materiale fluorescente si eccitano ma ritornano molto velocemente a un’energia minore, emettendo luce, spesso alla stessa frequenza. Questo aumenta l’identificazione di un prodotto, rendendolo più visibile sia di giorno che di notte.

Luminanza – È la quantità di luce emessa da una superficie retroriflettente che l’osservatore riesce a percepire; viene espressa in candele/m2. Per luminanza si intende ciò che un automobilista effettivamente vede.

Contrasto di luminanza – È l’interazione diretta tra lo sfondo di un oggetto e la sua luminanza.

Rapporto di luminanza – È il rapporto tra la luminanza (luminosità fotometrica) di due aree qualsiasi all’interno del campo visivo.

Tecnologia microprismatica – Inventata da Reflexite oltre 40 anni fa, attualmente si dimostra essere il modo più efficiente, dal punto di vista ottico, per rimandare la luce a un osservatore, per esempio un automobilista che guida di notte. La tecnologia microprismatica funziona attraverso la riflessione della luce per mezzo dei microprismi incorporati al suo interno. La luce, prima di ritornare alla sua sorgente, colpisce uno dopo l’altro tutti e tre i lati del microprisma. L’efficienza retroriflettente è favorita dall’accurata disposizione dei microprismi, come si può vedere nelle immagini al microscopio. Lo sfruttamento ottimale dell’area garantisce il massimo livello di resa riflettente, con un ritorno di luce pari all’80%. Il materiale Reflexite, all’angolo massimo previsto dalla normativa EN 471, ha normalmente una luminosità di ritorno pari a 1.000 candele /lux/m2, il doppio di quella dei materiali alternativi a microsfere (che generalmente si attesta su 500 cd/lux/m2).

Angolo di osservazione – È l’angolo tra l’asse di illuminazione, ossia la linea formata da un fascio di luce che colpisce una superficie, e l’asse di osservazione, ossia la linea formata dal fascio retroriflesso che colpisce l’occhio dell’osservatore. Quest’angolo sarà, per esempio, più ampio per l’autista di un autobus o di un mezzo pesante che per il conducente di una normale automobile, come anche per i guidatori e i veicoli che si trovano molto vicini a un segnale o dispositivo retroriflettente. Da angoli di osservazione ampi, le superfici riflettenti appaiano meno luminose agli occhi dell’osservatore.

Fotometro – Strumento ottico utilizzato per misurare l’intensità di una sorgente luminosa.

Retroriflessione – Fenomeno che si verifica quando una superficie rimanda gran parte di un fascio luminoso entrante alla sua sorgente. Questo è il motivo per cui i materiali retroriflettenti appaiono più luminosi agli osservatori posizionati più o meno allo stesso livello della sorgente luminosa, come per esempio un automobilista e i fari della vettura. Le superfici retroriflettenti sono un ottimo mezzo da applicare ai dispositivi per il controllo del traffico per aumentarne la visibilità notturna da parte degli automobilisti.

Materiale retroriflettente – Materiale che ha un sottile strato continuo di piccoli elementi retroriflettenti sulla sua superficie esposta, o molto vicino a essa (per esempio, pellicole, vernici a microsfere, superfici per la segnaletica autostradale o segnaletica orizzontale retroriflettenti).

Retroriflettore – Superficie o dispositivo riflettente che, se irradiato direzionalmente, retroriflette i raggi incidenti, preferenzialmente in direzioni vicine alla direzione opposta a quella dei raggi stessi; questa proprietà viene mantenuta su un ampio campo di variazione della direzione dei raggi incidenti.

Sorgente luminosa – L’oggetto che produce il fascio di luce

Distanza di visibilità per l’arresto – di fondamentale importanza. È la distanza necessaria a un guidatore per arrestare il veicolo in condizioni di sicurezza prima di raggiungere una persona o un ostacolo comparso alla sua vista. Lo spazio minimo necessario all’arresto corrisponde alla somma di due distanze: a) la distanza percorsa dall’istante in cui il guidatore scorge l’ostacolo sulla strada all’instante in cui aziona i freni, ossia il tempo di percezione-reazione; e b) lo spazio necessario all’arresto del veicolo dall’inizio della frenata (distanza di frenata). L’orientamento attuale prevede un tempo di percezione-reazione di 2,5 secondi – si tratta comunque di una questione estremamente complessa, se si tiene conto di fattori quali condizioni meteorologiche avverse, guidatori in età avanzata, ecc.

Visibilità – Èla proprietà di ciò che può essere visto. Nel contesto delle normative sulla sicurezza, il termine si riferisce alla distanza da cui un oggetto può essere effettivamente visto.

Angolo di visione – È l’angolo compreso tra l’asse del retrorifrattore e l’asse di osservazione.

Nastri rifrangenti

3M - Reflexite

 Gamma dei nastri e degli accessori retroriflettenti per abbigliamento professionale attraverso il marchio Reflexite®. I nastri Reflexite® garantiscono la massima visibilità agli operatori di tutti i settori dove essere visibili è sinonimo di sicurezza.

Gli elementi ottici Reflexite®, i microprismi, sono protetti da una superficie esternamente liscia che assicura le prestazioni in caso di pioggia, ritarda la formazione di macchie e si pulisce facilmente.
Questo sistema ottico incorporato consente al nastro di mantenere quasi tutto il suo potere riflettente anche in condizioni di umidità, se non addirittura completamente sotto la pioggia.

La gamma comprende sia materiali a microsfere  che microprismatici.

Con i nastri a microsfere Reflexite® offre gamma completa di prodotti per tutte le applicazioni, necessitanti di caratteristiche di leggerezza, resistenza al fuoco, trasferimento a caldo o per i lavaggi industriali.

I prodotti sono certificati secondo le principali normative in Europa EN ISO 20471:2013, EN 469:2005, EN ISO 14116:2008 ed EN 1150:1999.

Abbigliamento per Forze di Polizia

I nastri riflettenti Reflexite® per l’abbigliamento ad alta visibilità in dotazione alle Forze di Polizia, consentono una rapida identificazione. L’immediata identificazione è importante sia per la sicurezza del pubblico che per quella degli stessi agenti di Polizia.

La gamma prodotti si completa con un nastro certificato EN ISO 20471:2013 che riporta una stampa a scacchi, facilmente identificabile sulla scena di un incidente.

La Polizia di numerosi paesi d'Europa ha scelto il marchio Reflexite®, sinonimo di garanzia.

Abbigliamento per Servizi di Emergenza

Volontarishop offre la serie di nastri riflettenti Reflexite® per l’’abbigliamento ad alta visibilità usato dagli operatori del Soccorso; prodotti che consentono l’immediata identificazione durante una situazione d’emergenza. Questo è importante sia per la sicurezza del pubblico che per quella degli stessi soccorritori. I nastri microprismatici Reflexite® sono i nastri ideali per il personale di servizi di emergenza grazie alla loro superficie esterna liscia, che li rende facili da pulire

Le bande riflettenti Reflexite® impiegate in questo settore sono tutte conformi alla normativa EN ISO 20471:2013, e sono disponibili in diverse varianti di colore, anche fluorescenti, per una maggiore visibilità diurna.

I nastri Reflexite® assicurano la massima sicurezza dei Vigili del Fuoco. Riflettendo luce gialla fluorescente, questi nastri permettono il riconoscimento immediato sullo sfondo di un incendio o di una scena d’emergenza. Il colore giallo fluorescente aumenta l’identificazione anche durante il giorno e comunque in tutte le condizioni di visibilità ridotta (fumo, pioggia, ecc.).

    Reflexite® FTP 1200 Advanced è l'unico nastro microprismatico disponibile sul mercato ad essere conforme ad entrambe le normative EN469:2005 e EN ISO 20471:2013.
    Straordinaria resistenza al calore e alla propagazione della fiamma
    Massima riflettenza anche sotto la pioggia
    Colore fluorescente per potenziare la visibilità di giorno. Riflette il colore di notte
    Nastri robusti e resistenti per la massima durata nel tempo (resistenza a sporcizia e abrasioni)
    Facili da pulire e da lavare


Pittogrammi

etichetta pitt

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